Vai menu di sezione

Catasto degli eventi storici

Il monitoraggio degli eventi alluvionali, così come l’archiviazione e la gestione dei dati che ne derivano, oltre ad essere dei compiti specifici del Servizio sono anche condizioni imprescindibili per alimentare la conoscenza delle risposte del territorio in termini di fenomeni torrentizi e fluviali.

Mantenere ed aggiornare l’archivio degli eventi alluvionali permette infatti di caratterizzare le tipologie di risposta dei bacini idrografici agli eventi meteorologici, di comprendere ed individuare i punti critici e porta le basi conoscitive per circostanziare in modo appropriato la valutazione del pericolo. Come in molti settori, conoscere il passato aiuta ad affrontare in modo migliore il futuro.

Il catasto degli eventi alluvionali si basa sui risultati di un progetto europeo, DIS-ALP, che ha messo a punto una metodologia di raccolta e archiviazione dei dati.

Attualmente il catasto eventi alluvionali comprende più di 3500 eventi, equamente ripartiti tra eventi impulsivi e di massa, come frane, colate detritiche, alluvioni e alluvioni con trasporto solido e frane. Geograficamente, gli eventi censiti si concentrano nelle località e nelle vallate dove sono presenti insediamenti: di fatto sarebbe più corretto definire il catasto come catasto delle segnalazioni, in quanto ad ora è possibile registrare ed archiviare solo gli eventi che suscitano una qualche forma di interazione con le attività umane e quindi vengono individuati.

L’aumento della densità antropica, la diffusione dei mezzi di informazione e l'infrastrutturazione del territorio fanno si che il numero delle segnalazione sia sempre maggiore nel tempo e vada a coprire sempre più aree anche al di fuori dei fondovalle e dei centri abitati, permettendo una maggiore conoscenza del territorio.

Gli eventi più antichi sono stati recuperati dagli archivi ecclesiastici o dalle cronache, come il nubifragio abbattutosi su Pera e Mazzin di Fassa nel 1570, oppure ricostruendo la storia del territorio grazie a 'testimoni muti': in val di Rabbi a Malga Mandria di Sotto una colata detritica ha eroso l’alveo portando allo scoperto un antico deposito alluvionale di una precedente colata, facendo emergere un tronco di larice ancora in buone condizioni. I Servizi Provinciali hanno fatto datare per mezzo dell’analisi degli isotopi e della dendrocronologia il reperto, e ora sappiamo che quel larice nato nel 1530 è stato abbattuto e sommerso da una colata nel 1727, a 197 anni di età.

Ampie sono le testimonianze degli eventi del 1748 in val di Fiemme, delle alluvioni del 1882 e del 1966 su tutta la Provincia, ma preziose sono soprattutto informazioni diffuse nel tempo e nello spazio su tutto il territorio provinciale: dal singolo evento del 1926 sul rio Sabbionara, alla registrazione delle alluvioni come quella di Riva del Garda nel 1951 alla storia di eventi alluvionali di rii ritenuti comunemente innocui dalla popolazione come il rio Bordelino ad Arco.

Il lavoro di monitoraggio prosegue, si evolve e si pone obiettivi al passo con i tempi, ed ogni anno ci permette di conoscere un po’ meglio il nostro territorio.

torna all'inizio del contenuto
Pagina pubblicata Martedì, 29 Gennaio 2019 - Ultima modifica: Martedì, 12 Febbraio 2019

Valuta questo sito

torna all'inizio del contenuto